Mukambi Safari Lodge... un abbraccio, Nicla
giovedì 11 aprile 2013
Zambia... Giulia é arrivata. Tratto dal romanzo L'Odore Profano...
ciao a tutti gli amici che mi seguono: grazie!
Mukambi Safari Lodge... un abbraccio, Nicla
Mukambi Safari Lodge... un abbraccio, Nicla
tratto dal romanzo L'Odore Profano
Era
davvero tutto così… bello! Aiuole ricche di fiori coloratissimi ovunque, i
raffinati layouts. Sparse qua e là con ottimo buon gusto c’erano
delle accoglienti poltrone di bambù dotate di soffici cuscini che invitavano al
relax, gli ombrelloni in legno di tek costituivano degli ottimi ripari dal
sole. Alcune persone già sorseggiavano variopinti cocktails. C’erano poi degli alberi molto
grandi con chioma a forma d’ombrello, Giulia pensò che fossero dei mopano ma,
non ne era certa. I Suoni e, strani rumori
echeggiavano in lontananza. Erano i suoni della savana.
La
cena fu strepitosa. Un’ottima cucina internazionale era in grado di soddisfare ogni
ospite del Resort.
Un buffet d’eccellenza, situato al centro di un altrettanto ampio gazebo, i cui
piatti invitanti e odorosi di spezie costituivano solo l’antipasto. Di lato, in
un altro gazebo, sei cuochi preparavano al momento i piatti caldi. Era davvero
un trionfo di luci, di colori e, di odori. La musica arrivava dal giardino,
completamente illuminato da enormi candele. Ragazze indigene, con costumi
locali dai mille colori, cantavano e danzavano, per il piacere degli ospiti.
Era
molto tardi quando Giulia si ritirò, non prima di aver salutato diverse persone
con le quali aveva familiarizzato, e con le quali stava bene. L’indomani
sarebbero partiti per un’escursione nell’area protetta dove vivevano i molti elefanti
della riserva.
Si
sentiva… tranquilla. Aveva lasciato tutti i suoi problemi alle spalle. Aveva
bisogno di riprendere forza e serenità. L’aspettava un periodo di totali
cambiamenti, e di inevitabili sofferenze.
Dormì
di un sonno profondo, pieno di fantasmi, e suoni sconosciuti. Si svegliò all’improvviso.
Si sedette sul letto. Dalle spesse tende tirate filtravano i raggi vividi del
sole. Si stupì, di sentirsi così bene, come la sera precedente. Lo stesso
piacevole benessere l’avvolgeva come un telo di seta. Sentì bussare alla porta,
si alzò e si diresse verso l’anticamera.
“Sì?”
“Miss,
sono Nzouni”. Rispose la voce fuori, era uno dei servitori di colore addetto al
suo alloggio.
Aprì
la porta, si scostò, il ragazzo portava un gran vassoio con la colazione che
depose sul tavolo del minuscolo salottino. Giulia chiese a che ora sarebbero
partiti per la spedizione e, dopo che ebbe avuto tutte le informazioni che
desiderava, allungò al ragazzo una banconota. Questi uscì arretrando
profondendosi in numerosi inchini.
(tratto dal romanzo "L'Odore Profano continua... )
kisses... Nicla
mercoledì 10 aprile 2013
tratto dal romanzo "L'Odore Profano"
Le
navette del Resort
erano
già al parcheggio dell’aeroporto di Lusaka. Giulia e gli altri turisti presero
il loro posti per raggiungere il villaggio turistico. Vi giunsero dopo alcune
ore di viaggio. Il pulmino era confortevole, con l’aria condizionata, ma la pista era
usurata dal tempo, dalle piogge e dal passaggio degli elefanti.
Giunsero
finalmente al Villaggio. Seguendo le indicazioni raggiunse la sua stanza. Era
coloratissima e spaziosa. Bussarono alla porta, aprì, era arrivato il “boy” con
i suoi bagagli.
Si
stese sul letto, era stanchissima, e si addormentò.
La
destarono alcuni suoni che venivano dall’esterno. Si alzò e si diresse alla
porta finestra, fuori uno stormo d’anatre selvatiche delle lagune, sentendo
arrivare un mezzo a motore, si era levato in volo emettendo gridi soffocati e
agitando forte le ali. Le vide
profilarsi nel cielo azzurro e volare via in formazione.
Percepì
l’odore diverso dell’aria, e il caldo, che non aveva fatto in tempo a sentire
al suo arrivo. Fece una bella doccia, indossò un paio di pantaloni ed una
camicia e scese nella hall. Altre persone erano scese dalle loro stanze. Si
avvicinò una coppia di italiani, li aveva conosciuti in aereo, davvero
gradevoli.
“Allora
che gliene sembra del posto”? Chiese il signor Giovanni a Giulia.
“Confesso
che appena entrata in camera mi sono stesa sul letto e.. mi sono addormentata.”
“Pure
io!” Disse la signora Adele.
“Pensavamo
di dare un’occhiata al Resort, vedere un po’ cosa c’è di bello, e sentire quale
avventura emozionante ci propongono le guide, per domani.”
“Se
non vi disturbo… verrei con voi.” Disse Giulia educatamente.
“Ma
che disturbo! Ci fa piacere! Siamo da soli anche noi, andiamo.” Il signor
Giovanni partì per primo, come un capo spedizione nella giungla.
Era
davvero un bel posto, aiuole ricche di fiori coloratissimi ovunque, dai
raffinati layouts. Sparse qua e là con ottimo buon gusto c’erano
delle accoglienti poltrone di bambù dotate di soffici cuscinoni che invitavano
al relax, degli ombrelloni in legno di tek costituivano degli ottimi ripari dal
sole. Alcune persone già sorseggiavano variopinti cocktails. C’erano poi degli alberi molto
grandi con chioma a forma d’ombrello, Giulia pensò che fossero dei mopani, non
ne era certa. Suoni e strani rumori
echeggiavano in lontananza, erano i suoni della savana.
(tratto dal romanzo L'Odore Profano continua... )
kisses .... Nicla
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